10/09/2010 1.08.41   HOME      
 07/09/2010 - MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE: AMICHEVOLE AL PALADOLMEN DI BISCEGLIE CORATO VS BISCEGLIE, ORE 19.30      04/09/2010 - OGGI POMERIGGIO, ORE 18.00 AMICHEVOLE AL PALAASSI CONTRO LA JUVE TRANI      29/07/2010 - SABATO 31 LUGLIO ALLE ORE 17.30 C/O LA SEDE DELL'A.S. BASKET CORATO PRESENTAZIONE UFFICIALE DI VALERIO CORVINO. NON MANCARE!      19/05/2010 - FINISCE AI QUARTI L’AVVENTURA DELL’UNDER 14 OPEN      19/05/2010 - IN EDICOLA SU SUPERBASKET L'A.S. CORATO! CORRI AD ACQUISTARLO!     
La Storia dell'A.S.Basket Corato dal 2004 al 2009

La stagione 2004/2005 è memorabile per i colori neroverdi. In estate il Presidente Samarelli forma una squadra straordinaria portando a Corato giocatori come Onetto, De Leonardis, Scoccimarro, che assieme a Lerro e ai confermati Stella, Rana, Arbore e Leo formano un ottimo roster. Memorabile la vittoria alla prima di campionato contro Ceglie, una diretta concorrente. Corato espugna anche Marigliano grazie a Stella allo scadere e continua nella sua marcia infallibile fino a raggiungere 9 successi consecutivi. Arriva però la prima sconfitta a Campobasso, sponda Olimpia. L’8 dicembre, si torna sul luogo del delitto contro il Ferentinum. Ma Arbore allo scadere regala il 12° successo. Inizia poi un periodo buio con quattro sconfitte. Prima la F.I.P decreta lo 0-20 a tavolino in occasione della gara vinta con il S.Maria a Vico per una squalifica di coach Gatta di cui nessuno sapeva nulla perché inviata ad un numero non più in uso. Poi la sconfitta di Ostuni. Dopo Natale la Granoro acquista Ceparano e Iorio cedendo Masciulli e Rana. Verile torna cosi a pieno nel roster. Giunge il primo ko in casa con Ceglie e 3 giorni dopo anche quello a Castellaneta, ultima in classifica. È crisi ma Onetto e compagni la superano. Si rivede un Corato combattivo. Vittoria dopo vittoria si arriva forse alla partita più entusiasmante della stagione, contro il Bernalda in terra lucana, imbattuta da più di un anno. Corato deve assolutamente vincere. Leo e compagni sono perfetti e, trascinati dalle bombe di un fantastico Onetto, portano a casa un successo storico. La Granoro vince ancora. Nelle giornate successive però perde di nuovo il treno delle dieci vittorie di fila cedendo a Molfetta. Si arriva così alla gara contro l’Ostuni, inutile per la classifica. Corato vince 81-75 con Onetto che sulla sirena finale sigla 2 punti pesantissimi che valgono il +6 e ribaltano il -5 dell’andata. Un gesto eloquente a voler ribadire che sul campo, Corato è la vera capolista del girone. I neroverdi chiudono secondi e cominciano i playoff. Nel primo turno c’è bisceglie, regolata in gara 3 dopo match tesi e nervosi. In semifinale c’è la sorpresa Molfetta che mette paura all’andata avanti di 6 al 39’ ma ricacciata indietro da un fantastico Verile e battuta agevolmente al ritorno. È finale per la Granoro e l’ostacolo è ancora l’Ostuni. Corato cede gara 1. In gara 2 sfiora l’impresa esterna ma un duo arbitrale casalingo condiziona il match che termina con i brindisini vincenti. Si torna a Corato per gara 3 che viene nettamente dominata dai coratini tra l’entusiasmo straripante del pubblico. Gara 4 il 26 maggio è ancora in casa ma la musica è diversa. I neroverdi sembrano bloccati, contratti. Resistono solo un quarto poi l’ostuni dilaga e può esultare per la promozione in B2. La Granoro in lacrime saluta il proprio pubblico anch’esso deluso. Due mesi dopo però, il 2 agosto, Corato viene ripescata in serie B2. Il sogno è diventato realtà.
Dopo il ripescaggio di Agosto la Granoro Corato, targata Gatta, affronta il ritorno in serie B2 dopo 15 anni. La stagione è quella 2005/2006 e la squadra, costruita per la serie inferiore, ha al suo interno il blocco dell’anno precedente. Arrivano Lucas Raffaelli, Gianni Canzonieri che sostituisce il pivot Arcangelo Leo e soprattutto Jason Lee Stura, americano, il secondo statunitense coratino dopo Mark Campanaro.
Assieme ad Onetto, Stella e Scoccimarro formano l’ossatura di quell’anno. I giovani Iorio, Grimaldi, Paggi, Persichella, Davide e Giuseppe Resta completano il roster. L’inizio è da favola. Il debutto il 2 ottobre 2005 in casa contro la Virtus Pesaro è bagnato da una vittoria così come i successivi tre match. Una striscia che porta al primato in classifica ma che s’interrompe il 30 Ottobre ad Ostuni, vera bestia nera neroverde.Corato poi perde in casa col Gragnano e subito si parla di crisi. Il cammino procede tra alti e bassi ma un dicembre da favola porta fiducia e speranza con tre vittorie di cui due fantastiche interne contro il San Severo capolista e contro i cugini ruvesi ottenuta grazie a 2 liberi di Scoccimarro per 73-71 nel finale davanti ad un PalaLosito impazzito di gioia. Il girone di ritorno è meno soddisfacente, con Corato che anche per colpa di vari infortuni ha un rendimento altalenante giocando però in parquet storici come il BPA Palas di Pesaro. Ma il capolavoro arriva il 2 aprile 2006 nel derby di ritorno contro il Ruvo di Puglia. Il clima non è dei migliori con il PalaColombo completamente bianco-blu. Sembra un film già scritto ed invece i ragazzi di Gatta lo trasformano in un kolossal a tinte neroverdi. Praticamente tutti perfetti, giganteggia come attore protagonista Diego Ismael Onetto, che sfodera una prestazione a dir poco mostruosa segnando 42 punti e mandando in estasi ed in visibilio i supporters neroverdi. Una prova monumentale, da oscar, che ammutolisce i ruvesi e consegna una vittoria storica alla Granoro Corato per 105-97. Il finale di stagione porta la squadra al 9° posto, salva come da previsioni della vigilia. L’anno successivo, il 2006/2007, vede Corato attiva sul mercato. Arrivano su tutti Motta, Scorrano e Polselli, acquisti mirati e di qualità che integrano i confermati Stella, Onetto e Stura. La stagione è migliore della precedente, vive alterne fortune e viene impreziosita dal primato temporaneo solitario al vertice della B2 alla 5° giornata e dalle splendide vittorie interne contro le “nemiche” storiche Ruvo ed Ostuni. Il risultato finale è un sesto posto che significa playoff contro Molfetta. Gara 1 a porte chiuse ed in diretta tv viene vinta dai neroverdi che però perdono i successivi due match in trasferta e dicono addio ai sogni promozione.
L’anno successivo vede l’avvento sulla panchina neroverde di Massimo Meneguzzo, milanese classe 1958. Coach con un curriculum di tutto rispetto ed ottimi risultati nel suo palmares. L’allenatore porta con sé Chiarello e Graziani, acquisti poi rivelatisi decisivi e la società acquista Albertinazzi, play a lungo inseguito negli anni passati. Integrano la rosa i giovani Cozzoli, Leo, Milani e Giuseppe Resta. Riconferme per Onetto, Motta e Polselli. Vengono ceduti Scorrano, Stella in prestito, Ferilli, Stura e Grimaldi. La stagione parte male, tra infortuni e partite sfortunate. Sconfitta all’esordio a Catanzaro ed in casa con Maddaloni, diventa già decisivo il derby della terza giornata contro Ruvo, vinto brillantemente dai neroverdi, nelle cui fila esordisce di fatto Chiarello, ai box fino a quel momento. Da qui in poi, nonostante la successiva sconfitta a Marigliano la musica cambia. Arriva la prima vittoria esterna a Bernalda e da li in poi la squadra diventa un rullo compressore macinando vittorie su vittorie. Saranno 11 quelle consecutive, record storico che batte il precedente primato di 9 della stagione 2004/2005. Spiccano tra queste le vittorie a Molfetta dove, pur senza Graziani, Corato gioca bene e si impone meritatamente. Altra impresa quella di Ostuni del 23 dicembre quando, dopo un match tiratissimo è Graziani allo scadere con un canestro da 2 punti a regalare un felice Natale a tutti i tifosi coratini. E’ proprio il derby di ritorno che ferma la cavalcata nonostante uno straordinario recupero dei neroverdi che, sotto quasi di 30 all’intervallo, rimontano prepotentemente perdendo solo per due punti. La Granoro si mantiene al vertice che conquista con un’altra straordinaria prestazione in casa contro Molfetta. Sotto di più di 20 punti già nel primo quarto, i Meneguzzo boys prima rincorrono, poi pareggiano e nel finale dopo aver lottato mettono la freccia e vincono facendo letteralmente esplodere un PalaLosito gremito all’inverosimile e conquistando il primato in serie B2. Primato perso poi dopo Pasqua quando la squadra accusa una flessione nel finale di stagione regolare. Prima a Salerno, poi in casa con l’Ostuni quando domina per tre quarti e si fa poi battere in un match infuocato che vede anche l’espulsione di Avenia. Arriva poi il ko di Palermo ed il quinto posto in classifica che significa playoff contro Catanzaro con bella in trasferta. Corato cede il primo match in casa e sembra destinata ad uscire mestamente. Ma 4 giorni dopo in Calabria la Granoro lotta ed a fil di sirena grazie a 2 liberi di Onetto impatta la situazione e si rilancia. Gara 3 a Catanzaro è di quelle epiche, un match altamente spettacolare e vietato ai deboli di cuore che vede le due squadre fronteggiarsi punto a punto. Nel finale però sono i calabresi ad avere la meglio e ad imporsi per 96-92 eliminando i neroverdi che escono comunque tra gli applausi dei loro straordinari tifosi, che li hanno seguiti ed incitati con tanto calore fin li cosi come nel corso di tutta la stagione.
La stagione 2008/2009 è quella della rifondazione targata ancora Meneguzzo. Arrivano Gambolati, Riva, figlio del grande Antonello, Torresi, Dalla Vecchia, Desiato, Kavaric, Addazi Gouveia e vengono confermati i soli Chiarello, Graziani e Cozzoli. Vanno via il capitano Onetto, dopo 4 anni meravigliosi, Polselli, Motta, Resta, Milani, Leo ed Albertinazzi. Una squadra quindi totalmente nuova con l’obiettivo di migliorare il risultato dell’anno precedente. La stagione si dimostra subito fruttuosa e foriera di buoni risultati. L’esordio ad Agrigento è di quelli da brividi. Una Granoro molto brutta va sotto di anche 20 punti nel primo tempo. Poi la resurrezione e il quasi miracolo vanificato sulla sirena finale dal canestro di Pol Bodetto. La squadra c’è ma fuori casa si perde al momento decisivo. Arriva nello stesso modo la seconda beffa nel derby di Bari. Poi finalmente la trasferta di Catanzaro pareggia i conti con la jella, con una vittoria di 2 punti proprio nei secondi finali. Nel classico derby i cugini ruvesi vengono schiantati da un super Corato al PalaLosito grazie ad un terzo quarto incredibile. Si va avanti per tutta l’andata cosi, tra successi e sconfitte, illusioni e delusioni, come quella cocente di Maddaloni, prestazioni convincenti ed alcune meno. A Sarno si consuma forse una delle pagine più negative della stagione. Corato è avanti di 4 a poco dal termine ma viene sconfitta clamorosamente anche grazie ad alcune decisioni arbitrali poco comprensibili. La società però va avanti e alla seconda di ritorno compie forse l’impresa più bella dell’anno. Si va a San Severo, nella tana della capolista. Pronostici tutti per i locali ma i Meneguzzo boys giocano da grande squadra, restano sempre avanti nel punteggio ed ammutoliscono il PalaCastellana. La reazione dei dauni è tardiva e ben controllata dai coratini che sbancano il parquet sanseverese per la gioia dei supporter neroverdi, accorsi numerosi al seguito. Sembra la partita della svolta confermata dalla successiva vittoria interna contro un Bari annichilito da un super Kavaric. A Bernalda però, in quella che doveva essere la gara della conferma della Granoro Corato, avviene quello che non ti aspetti. Stesso copione di San Severo ma finale inverso, con i locali che rimontano e battono la banda Meneguzzo nel finale. La sconfitta fa male ma anche stavolta si riprende a lavorare. La stagione vede sempre Corato nelle posizioni di vertice. Si sfiora l’impresa nel retour match in casa contro Maddaloni dove i neroverdi, con una prestazione super, rimontano 21 punti nella differenza canestri con i campani, fallendo il canestro decisivo da sotto per il +23 a pochi secondi dal termine. In trasferta però Corato è autrice di prove che lasciano pensare come la debacle di Massafra, dove la squadra appare svogliata e scarica, e quella di Ruvo, dove si fa superare dai cugini dopo un match a corrente alternata buttato via nel finale. Si sfiora la tragedia sugli spalti con un uovo partito dalla curva ruvese che colpisce un tifoso coratino. Un clima ed un comportamento che davvero non ha niente a che vedere con il basket. E così, come l’anno prima, è ancora il finale di stagione a regalare forti emozioni. Stavolta è il match con Catania quello del dentro e fuori. Se si vince si può ambire anche al primato. Ma come l’anno prima contro Ostuni, Corato fallisce il match point in casa cedendo clamorosamente i due punti agli etnei e rischiando di vanificare tutto. A due giornate dal termine con una classifica cortissima c’è il rischio di vanificare quanto di buono fatto finora. Serve una vittoria scaccia crisi a Pozzuoli, campo caldissimo anche perché i locali devono vincere. Il match è tirato, pochi i tifosi neroverdi al seguito. Ma la Granoro non muore mai e quando sembra finita, al 39’, sotto di 5, tira fuori dal cilindro una clamorosa rimonta coronata dal sigillo finale di Graziani, che si ripete dopo Ostuni l’anno prima e regala di fatto i playoff. L’entusiasmo e a gioia di squadra e staff tecnico sono indescrivibili e giustificate per una vittoria incredibile, voluta, cercata e ottenuta con grinta, cuore e determinazione. Col Sarno in casa è passerella e in attesa di sapere chi sarà il suo avversario, Corato centra il 4°posto in classifica, miglior piazzamento di tutti i tempi, risultato mai raggiunto in 47 anni di storia nemmeno dalla mitica squadra di Campanaro. È Massafra che affronterà Corato nel primo turno playoff, squadra temibile da non sottovalutare. Prima di gara 1 si fa male Cozzoli, assenza che peserà nei playoff. Gara 1 è tutta neroverde, in campo e sugli spalti. La Granoro è tonica come non mai e asfalta gli jonici. Gara 2 a Massafra è un’altra impresa memorabile. Una Granoro perfetta per 38’ rischia di buttare ancora tutto all’aria ma la tripla del possibile pareggio locale di Paparella finisce sul ferro e regala il 2-0 ai coratini che volano in semifinale. L’avversaria è il San Severo, capolista di regular season ma in affanno e sotto 2-0 in stagione coi neroverdi. Ha però il fattore campo a favore. Serie incerta che comincia il 2 maggio a San Severo. La Granoro ci arriva carica e con tre giorni in più di riposo. La gara è bellissima e Meneguzzo azzecca ancora una volta tutte le mosse. Sembra il remake del ritorno ma sul più bello qualcosa si inceppa. Corato spreca 5 punti negli ultimi 100 secondi anche per colpe non sue e viene punita da Magnani a fil di sirena nel tripudio del PalaCastellana. Si va a gara 2 e non c’è praticamente storia. Un PalaLosito gremito e neroverde come non mai spinge con il suo ruggito una Granoro cinica e molto determinata a far sua la posta in palio a gara 3, complice anche un avversario stordito dal ritmo forsennato imposto dai neroverdi al match. Si arriva quindi a gara 3, sabato 9 maggio, San Severo, ancora PalaCastellana. I coratini assaltano la città dauna con 5 pullman e credono nell’impresa che significherebbe finale playoff da giocarsi con il fattore campo a favore. Ci credono forse anche troppo anche i giocatori che scendono sul parquet stranamente contratti, forse emozionati dalla troppa pressione. Fatto sta che la gara tradisce le aspettative coratine. La Granoro accusa di colpo tutta la stanchezza di un campionato comunque meraviglioso e lascia troppo presto via libera ai locali. Gara tre è giallo nera ma gli applausi arrivano scroscianti per una squadra che ha fatto sognare, centrando una storica gara tre di semifinale playoff. Applausi anche per il suo condottiero, quel Massimo Meneguzzo che rilancia subito la sfida per l’anno successivo.
Il 2009/2010 è un nuovo anno ricco di novità per la Granoro Corato. Si sfiora il ripescaggio in A Dilettanti in un pomeriggio frenetico in cui si rincorrono voci di tutti i tipi. Alla fine dopo una girandola di nomi e di ipotesi è incredibilmente Ruvo a salire di categoria sfruttando l’esigua capienza del PalaLosito, trasformatosi per una volta nel tallone d’Achille coratino. Per quanto riguarda la squadra restano neroverdi oltre al coach anche Graziani, che diventa poi capitano, Cozzoli e Kavaric. Vanno via il capitano Paolo Chiarello e, dopo un solo anno di militanza, Gambolati, Riva, Torresi, Dalla Vecchia, Desiato e Addazi. I volti nuovi sono quelli di Pelliccione, Mariani, Nello Lorenzetti direttamente da Roseto, e Trionfo. A loro si aggiungono due graditissimi ritorni alla base, quelli di Mauro Stella e Donatello Grimaldi, cresciuti, maturati e coratini d’adozione, pronti a dare tutto per la loro vecchia-nuova squadra. Completa il roster Castro. Una squadra da corsa e da battaglia che fa subito capire di che pasta è fatta intanto qualificandosi alle final eight di coppa Italia, e poi esordendo con vittoria in uno dei tempi del basket italiano, quello della Viola Reggio Calabria guidata dall’ex Dalla Vecchia. La Granoro lotta, soffre, va sotto anche di 15 punti, rimonta e batte nel finale i calabresi compiendo la prima impresa stagionale. Poi arrivano in sequenza altre 5 vittorie prima del doppio ko contro Catania, match perso dopo averlo dominato per larghi tratti, e Massafra, primo ko interno con una squadra irriconoscibile a fronte di percentuali al tiro spaventose degli jonici.


A cura di Aldo Papagno




Marino Sport

FARO Srl

FAS s.r.l.

Igam

Pasta Granoro

MR_KANNY - Cannillo Srl

Athletes

malderacmaGranoroCasilloFasMartincartNewAgeStrategiesMrkanny