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La stagione 2004/2005 è memorabile per i colori neroverdi. In estate il Presidente Samarelli forma una squadra straordinaria portando a Corato giocatori come Onetto, De Leonardis, Scoccimarro, che assieme a Lerro e ai confermati Stella, Rana, Arbore e Leo formano un ottimo roster. Memorabile la vittoria alla prima di campionato contro Ceglie, una diretta concorrente. Corato espugna anche Marigliano grazie a Stella allo scadere e continua nella sua marcia infallibile fino a raggiungere 9 successi consecutivi. Arriva però la prima sconfitta a Campobasso, sponda Olimpia. L’8 dicembre, si torna sul luogo del delitto contro il Ferentinum. Ma Arbore allo scadere regala il 12° successo. Inizia poi un periodo buio con quattro sconfitte. Prima la F.I.P decreta lo 0-20 a tavolino in occasione della gara vinta con il S.Maria a Vico per una squalifica di coach Gatta di cui nessuno sapeva nulla perché inviata ad un numero non più in uso. Poi la sconfitta di Ostuni. Dopo Natale la Granoro acquista Ceparano e Iorio cedendo Masciulli e Rana. Verile torna cosi a pieno nel roster. Giunge il primo ko in casa con Ceglie e 3 giorni dopo anche quello a Castellaneta, ultima in classifica. È crisi ma Onetto e compagni la superano. Si rivede un Corato combattivo. Vittoria dopo vittoria si arriva forse alla partita più entusiasmante della stagione, contro il Bernalda in terra lucana, imbattuta da più di un anno. Corato deve assolutamente vincere. Leo e compagni sono perfetti e, trascinati dalle bombe di un fantastico Onetto, portano a casa un successo storico. La Granoro vince ancora. Nelle giornate successive però perde di nuovo il treno delle dieci vittorie di fila cedendo a Molfetta. Si arriva così alla gara contro l’Ostuni, inutile per la classifica. Corato vince 81-75 con Onetto che sulla sirena finale sigla 2 punti pesantissimi che valgono il +6 e ribaltano il -5 dell’andata. Un gesto eloquente a voler ribadire che sul campo, Corato è la vera capolista del girone. I neroverdi chiudono secondi e cominciano i playoff. Nel primo turno c’è bisceglie, regolata in gara 3 dopo match tesi e nervosi. In semifinale c’è la sorpresa Molfetta che mette paura all’andata avanti di 6 al 39’ ma ricacciata indietro da un fantastico Verile e battuta agevolmente al ritorno. È finale per la Granoro e l’ostacolo è ancora l’Ostuni. Corato cede gara 1. In gara 2 sfiora l’impresa esterna ma un duo arbitrale casalingo condiziona il match che termina con i brindisini vincenti. Si torna a Corato per gara 3 che viene nettamente dominata dai coratini tra l’entusiasmo straripante del pubblico. Gara 4 il 26 maggio è ancora in casa ma la musica è diversa. I neroverdi sembrano bloccati, contratti. Resistono solo un quarto poi l’ostuni dilaga e può esultare per la promozione in B2. La Granoro in lacrime saluta il proprio pubblico anch’esso deluso. Due mesi dopo però, il 2 agosto, Corato viene ripescata in serie B2. Il sogno è diventato realtà.
Dopo il ripescaggio di Agosto la Granoro Corato, targata Gatta, affronta il ritorno in serie B2 dopo 15 anni. La stagione è quella 2005/2006 e la squadra, costruita per la serie inferiore, ha al suo interno il blocco dell’anno precedente. Arrivano Lucas Raffaelli, Gianni Canzonieri che sostituisce il pivot Arcangelo Leo e soprattutto Jason Lee Stura, americano, il secondo statunitense coratino dopo Mark Campanaro.
Assieme ad Onetto, Stella e Scoccimarro formano l’ossatura di quell’anno. I giovani Iorio, Grimaldi, Paggi, Persichella, Davide e Giuseppe Resta completano il roster. L’inizio è da favola. Il debutto il 2 ottobre 2005 in casa contro la Virtus Pesaro è bagnato da una vittoria così come i successivi tre match. Una striscia che porta al primato in classifica ma che s’interrompe il 30 Ottobre ad Ostuni, vera bestia nera neroverde.Corato poi perde in casa col Gragnano e subito si parla di crisi. Il cammino procede tra alti e bassi ma un dicembre da favola porta fiducia e speranza con tre vittorie di cui due fantastiche interne contro il San Severo capolista e contro i cugini ruvesi ottenuta grazie a 2 liberi di Scoccimarro per 73-71 nel finale davanti ad un PalaLosito impazzito di gioia. Il girone di ritorno è meno soddisfacente, con Corato che anche per colpa di vari infortuni ha un rendimento altalenante giocando però in parquet storici come il BPA Palas di Pesaro. Ma il capolavoro arriva il 2 aprile 2006 nel derby di ritorno contro il Ruvo di Puglia. Il clima non è dei migliori con il PalaColombo completamente bianco-blu. Sembra un film già scritto ed invece i ragazzi di Gatta lo trasformano in un kolossal a tinte neroverdi. Praticamente tutti perfetti, giganteggia come attore protagonista Diego Ismael Onetto, che sfodera una prestazione a dir poco mostruosa segnando 42 punti e mandando in estasi ed in visibilio i supporters neroverdi. Una prova monumentale, da oscar, che ammutolisce i ruvesi e consegna una vittoria storica alla Granoro Corato per 105-97. Il finale di stagione porta la squadra al 9° posto, salva come da previsioni della vigilia. L’anno successivo, il 2006/2007, vede Corato attiva sul mercato. Arrivano su tutti Motta, Scorrano e Polselli, acquisti mirati e di qualità che integrano i confermati Stella, Onetto e Stura. La stagione è migliore della precedente, vive alterne fortune e viene impreziosita dal primato temporaneo solitario al vertice della B2 alla 5° giornata e dalle splendide vittorie interne contro le “nemiche” storiche Ruvo ed Ostuni. Il risultato finale è un sesto posto che significa playoff contro Molfetta. Gara 1 a porte chiuse ed in diretta tv viene vinta dai neroverdi che però perdono i successivi due match in trasferta e dicono addio ai sogni promozione.
A cura di Aldo Papagno
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