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Nella stagione 1982/83, il presidente è il compianto Michele Patruno, lo sponsor Pasta Riscossa. La stagione che doveva vedere la squadra coratina ripartire dalla serie D. Doveva, perché invece, dopo un complesso meccanismo di ripescaggi ed acquisizioni di titoli, l’A.S. Pallacanestro Corato si ritrova catapultata addirittura nella serie C2. Una notizia che arriva improvvisa quando squadra e tecnico erano pronti per la d con tanto di calendario già stampato. Ed invece gli avversari si chiamano Pesaro, Assisi, Vasto, Chieti. La squadra, affidata a Vincenzo Mazzilli, è piena di giovani di belle speranze come Martinelli, Caldara, Piccarreta, Mastromauro, Lonardelli, i fratelli Piemontese, Di Scanno, Papagno. Non manca la voglia di lottare e qualche soddisfazione come la prima vittoria casalinga della C2 contro Pesaro (62-52). Purtroppo l’esperienza è fondamentale e la sua mancanza costa l’esonero a Mazzilli dopo la debacle casalinga contro Porto S.Elpidio (70-90). Al suo posto torna Abbrescia che però non può far molto di più. Si ricorda una vittoria esterna a San Severo per 71-69 e una brutta sconfitta a Lecce per 131-76 oltre alla beffa di Chieti (113-102 dopo 2 overtime). Si riparte di nuovo dalla serie D con Nello Milli in panchina ed una squadra rinforzata dagli arrivi di Lenzu e Velli e dalle riconferme di Lotito, Capogna, Papagno. La squadra disputa un eccellente torneo ed arriva terza in stagione regolare accedendo ai playoff per risalire subito in C2. Purtroppo il 16 giugno 1984 resterà una data triste per la Corato cestistica. Il team del presidente De Robertis, che succedette a Patruno alla guida societaria, manca in quel di Avellino la vittoria in gara 3 e deve dire addio ai sogni di gloria. Ma il destino spesso sa premiare i più meritevoli e cosi arriva nel settembre 1984 una autentica rivoluzione. Intanto l’A.S Pallacanestro Corato diventa A.S. Basket Corato, avendo acquisito il titolo della Rivestoni Bari, formazione di C1. A Corato arriva dunque la C1, utopia sino a pochi mesi prima. Ovviamente il roster di Bari viene inglobato e ne esce una squadra decisamente rafforzata. Arrivano giocatori del calibro di Chesi, Schiavi, Macchitella, Totano, Frezza, Lo russo, De Zorzi, Pasqualini e restano i fratelli Piemontese, Martinelli, Di Scanno. Una buona squadra guidata in panchina da Michele Mele, allenatore preparato ed avversario di epiche sfide ai neroverdi con il suo Barletta negli anni passati. Si vivono cosi trasferte a Brindisi, nel tempio del basket pugliese, a Cosenza, Palermo, Messina, Capo d’Orlando ed in altre località del sud. Il bilancio stagionale è positivo. La squadra centra la permanenza con un buon girone d’andata e prestigiose vittorie a Lecce, Messina, Caserta e Benevento ed in casa contro Pozzuoli, solo per citarne alcune.
Nel 1985/86 è ancora C1 e dopo la scintillante annata precedente, con 5°posto finale, targata Rivestoni, cambia lo sponsor. Si passa all’industria dolciaria Merlini. La squadra ha una strutturale modifica al suo interno. Partono Chesi, Macchitella, De Zorzi, Totaro, Schiavi, Frezza, Pasqualini e la bandiera Di Scanno. Arrivano Vito Losito, futura colonna neroverde, Xillo, Piedimonte, De Fazio, l’indimenticato Edmondo Landi, Franco Piemontese e, nell’ambito del rilevamento del titolo della Banca Popolare di Bari, Pippo Frascolla e Cascione. La guida tecnica è sempre nelle mani di Michele Mele che conduce l’A.S Basket Corato ad un’altra salvezza piazzandosi al 12° posto in classifica. Nella successiva stagione, 1986/1987, cambia ancora lo sponsor della squadra. Arriva la SIDERCAMMA sulle divise coratine. Cambia anche la guida tecnica, con il ritorno di Piero Abbrescia al timone. Nel parco giocatori si registrano le partenze dei giocatori arrivati l’anno precedente ed un generale ringiovanimento con gli acquisti di Antonio Gammariello, Perchiazzi, Strippoli, D’Imperio, Milocco e Malcangi. Leader della squadra è Maurizio Lorusso, funambolico play barese, autentico trascinatore. Purtroppo la stagione non è delle migliori dal punto di vista dei risultati. Dopo il derby contro il Trani, peraltro vinto per 100-91, Piero Abbrescia viene infatti esonerato ed al suo posto arriva Nicola Lojacono, barese anch’egli. Il risultato finale è un 11esimo posto che garantisce alla squadra la permanenza in serie C1. Da ricordare in questo campionato una vittoria a San Severo per rottura del tabellone del palazzetto dauno ed una clamorosa debacle in trasferta ad Afragola per 111-61, una delle sconfitte forse più pesanti della storia cestistica neroverde. L’ultima stagione di cui ci occupiamo in questo numero è quella 87/88. Anno ancora griffato Sidercamma, con un nuovo coach. È un giovane Franco Gatta, coratino doc, a guidare la squadra in quest’annata. Presidente diventa Cataldo Bevilacqua, che subentra a Corrado De Robertis, dimessosi il 27 maggio 1987. La squadra si rinforza con gli arrivi di Arcangelo Adriani, Roberto Caterina, Massimo Palmieri e con le conferme dei fratelli Piemontese, Felice Papagno, Gammariello, Francesco Martinelli e Nicola Lotito. Un team che si guadagna l’ennesima riconferma in serie C1 dopo aver affrontato avversarie come Trani, Angiulli Bari, Mesagne, Santeramo, Scafati, Torre del Greco, Termoli. Nel febbraio 1988 cambia ancora la presidenza del sodalizio neroverde. Il neo eletto Bevilacqua cede lo scettro a Dino Malcangi. È il preludio tutto questo ad una stagione, quella successiva, che resterà per molto tempo memorabile nei ricordi degli appassionati.
Stagione 1988/1989, quella della promozione in B2. Il presidente quell’anno è Franco Cannillo, l’allenatore torna ad essere Michele Mele, già sulla panchina neroverde qualche anno prima. La squadra è composta da Lorusso, Francesco e Giuseppe Piemontese, Losito, Gammariello, Malcangi, Russo, Petrone, Meo, De Zorzi, Frezza (CAP), Ferraretti e Monterisi. I nuovi acquisti sono De Zorzi, Frezza, Russo e Monterisi. Il girone di C1 in cui è inserito il roster neroverde è composto da 8 team pugliesi, 6 campani più Potenza, Termoli ed Isernia. L’esordio è negativo, con una sconfitta a Foggia per 108-101 dopo i supplementari. La successiva giornata vede la prima vittoria stagionale ed anche la prima casalinga. A farne le spese il Monte di Procida, sconfitto per 87-72.Ma non sarà il solo a doversi inchinare ai neroverdi perché in questa stagione il Corato stabilì un record che nessuno gli potrà mai togliere. Nessuna infatti delle 16 squadre avversarie è mai riuscita a violare il PalaLosito. Tutte infatti sono state sconfitte dai coratini che in casa sono rimasti imbattuti chiudendo con 16 vittorie e 0 sconfitte. Vittorie eclatanti il più delle volte, come il 105-73 all’Afragola. La squadra di Mele tocca per ben 4 volte quota 100 tra le mura amiche a dimostrazione di un gioco spettacolare che univa risultati e buon basket per la gioia del pubblico coratino che accorreva in massa per sostenere i propri beniamini. Anche fuori casa il Bon Merk Corato non era da meno e seppe compiere imprese memorabili. Molte furono le vittorie anche esterne, ben 6, tra cui Ostuni (81-76), Santeramo (83-70), Mesagne (83-81) e Termoli (102-77). Il quintetto titolare di quell’annata era Lorusso, Frezza, De Zorzi, Russo e Piemontese F. Una squadra che lottò per tutta la stagione con l’Isernia per il 2° posto utile per la promozione dietro il Foggia che alla fine vinse quel torneo. Con i molisani fu lotta dura, testimoniata dai due scontri diretti. Il primo perso in trasferta per 74-72 dopo 2 tempi supplementari mentre il secondo vinto per 67-59. Il match point fu sprecato dai coratini con una sconfitta subita a Casalnuovo nell’ultimo turno per 89-72 che permise agli avversari l’aggancio in classifica a quota 38 punti. Si andò cosi allo spareggio, domenica 11 giugno 1989, a Caserta, al Palamaggiò. Grandissima l’affluenza di pubblico coratino che invase la città campana per sostenere i propri 10 eroi: Lorusso, Monterisi, Losito, Frezza, Piemontese G., Russo, De Zorzi, Meo, Piemontese F., Ferraretti. Il Corato, in divisa gialla, fu sorteggiata in casa e non tradì il suo record di 16-0 centrando la 17esima vittoria, la più importante, la più bella. L’Isernia fu battuto 80-68 (primo tempo 46-28). Un match mai in discussione che garantì la promozione in B2, una grande soddisfazione a coronamento di una stagione fantastica e trionfale.
Inizia col giallo la prima B2 della storia neroverde, stagione 1989/1990. Marco Marchionetti infatti, allenatore scelto per guidare il Corato, accetta l’incarico il 14 luglio ma lo lascia dopo sole due settimane per motivi personali. Il coach diventa quindi un giovanissimo Franco Gatta. Anche in società scoppia una crisi quando Franco Cannillo, il presidente della promozione, lascia improvvisamente il suo incarico e lo sponsor BonMerk lo segue. Dopo febbrili riunioni e trattative, gli subentra circa un mese dopo l’ex presidente Corrado De Robertis. La sponsorizzazione, targata Adriatica Industriale, arriva per merito di Dino Malcangi solo il 29 ottobre. La squadra gioca molto bene avendo mantenuto lo stesso roster dell’anno prima. Roster che viene impreziosito dall’arrivo del primo americano della storia del corato, Mark Campanaro. Ex della Viola Reggio Calabria, in serie A, dato per finito da tutti, debutta il 19 novembre 1989 contro il Pozzuoli e fa compiere un deciso salto di qualità deliziando la platea con numeri d’alta scuola. Alla fine, anche grazie alle sue splendide e decisive giocate e ad un fantastico collettivo, la società centra il 6° posto stagionale, ancor oggi miglior piazzamento di sempre, e una serie di statistiche invidiabili tra cui quelle di miglior attacco del campionato. La stagione successiva purtroppo non è come la precedente. Campanaro lascia la squadra. Nonostante buoni nomi il gruppo non decolla. Il pivot Colonnello, valido giocatore, è costretto a svolgere il servizio militare e lascia il roster orfano di un ruolo delicato non potendo essere sostituito per la chiusura del mercato. Arriva mesta la retrocessione in C1 con 3 vittorie in 30 gare e l’ultimo posto.
Nonostante ciò Fabio Ferraretti diventa il capocannoniere del torneo con 539 punti e viene poi ceduto a Venezia in serie A. L’anno 91/92, in C1, vede la presidenza passare a Savino Leone e l’arrivo, l’11 ottobre, del parquet al PalaLosito. La rosa è abbastanza forte con Caterina, Rasoli, Gammariello e l’innesto di Brescianini, un leader indiscusso dalle grandi qualità tecniche. A metà stagione viene acquistato Luca Barghigiani, giovane pivot di serie B2. Anche quest’anno i risultati sono buoni con un 7° posto finale sempre sotto la guida di coach Gatta. Brescianini è capocannoniere del torneo con 636 punti, punta dell’iceberg di tutta una serie di ottime statistiche, a dimostrazione della bontà di gioco e uomini a disposizione del coach coratino. La riprova arriva nella stagione successiva, 92/93. Rosa e tecnico restano praticamente inalterate, se si eccettua l’arrivo di Mazzarisi e degli innesti dal vivaio. Il risultato è un fantastico 5° posto che migliora il 7° dell’anno prima. I punti sono 38 e i colpi esterni 5. Una stagione ottima che chiude un poker d’annate splendido, escludendo il 90/91, in cui i coratini hanno potuto gustarsi tanto buon basket e tanti grandi giocatori, Campanaro e Brescianini su tutti.
A cura di Aldo Papagno
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