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Comincia la nostra cavalcata nella storia cestistica coratina. L’inizio ufficiale del basket a Corato è datato estate 1962, quando il cavalier Riccardo Parziale, dopo un triangolare giocato e vinto a Minervino con i locali e l’Andria, decise di allargare l’attività della Polisportiva Libertas anche alla pallacanestro. Nasce così l’antenata dell’attuale A.S.Basket Corato. L’ossatura della prima formazione era formata da giovani studenti coratini o del circondario che studiavano a Corato. Il primo roster che giocò le prime partite era composto da: Ettore e Piero Cimadomo, Mario Modesti, Mario Tarricone, Roberto Tandoi, Dino Simone, Franco Miscioscia, Vito Tota, Giuseppe Ventura, Mimmo D’Oria, Torelli. Primo capitano ed allenatore-giocatore per le prime 2 stagioni fu Piero Cimadomo. Le gare si disputavano sul campo sportivo (in bitume e senza panchine) della scuola Santarella la domenica mattina. Il pubblico, specie agli inizi, era molto scarso e composto da parenti dei giocatori. Per incentivarlo venivano organizzate delle partite dimostrative presso largo Plebiscito durante la festa patronale di San Cataldo e non solo. Il primo anno della Libertas coincise subito con una vittoria del campionato che portò la squadra dalla Prima Categoria in promozione. Qui gli avversari erano Trani, Molfetta, Barletta, Bitonto, Gravina, Enel Bari, Minervino, Monopoli, Foggia, San Severo e Brindisi. Era un vero e proprio campionato e si trattava di sfide sempre accese e combattute. Nei primi anni molti sono i giovani che si avvicinarono a questo sport tra cui anche Tommaso Arbore, Antonio Galentino, Paolo Piarulli, Domenico Guastamacchia, ma fu con il 1966 che si ebbe la prima rivoluzione. La guida tecnica fu affidata da Parziale al prof. Michele Romano, che si trovò a dover ricostruire la squadra per la massiccia partenza dei primi giocatori, ormai in età lavorativa. La stagione vide quindi un ricambio generazionale e si imposero nuovi giocatori. Gerardo e Domenico Resta, Franco Tarricone, Emanuele Matera, Nicola Curci, Michele Tota, Filippo Fabiano affiancarono i vari Tota, Riccardo Sgaramella, Piarulli, Guastamacchia e disputarono il torneo di promozione. La prima stagione Romano vide una sola vittoria nell’ultima gara casalinga mentre durante la seconda ci furono notevoli miglioramenti di gioco e risultati. Al termine di questa stagione, 1967/1968, il prof. Romano abbandonò la guida tecnica. L’incarico fu poi ricoperto da Mario Modesti, che ritornò dopo 4 anni nel duplice ruolo di allenatore-giocatore.
Dopo l’abbandono del prof Michele Romano, i giovani da lui inseriti in squadra ne erano diventati l’ossatura portante e continuavano a giocare sul campo della Santarella anche in situazioni metereologiche avverse quali pioggia e vento. Poche le sospensioni e per lo più tutte temporanee. Erano usate delle aule scolastiche come spogliatoi ma arrivò l’illuminazione artificiale del campo per permettere gli allenamenti anche in serata. Fu realizzata materialmente dagli stessi giocatori servendosi di vecchi portalampade e autofinanziandosi con oblazioni volontarie. Nella stagione 1970/1971 il campo da gioco per lavori di manutenzione fu sostituito per buona parte dell’anno da quello dell’istituto professionale. Dal punto di vista strettamente cestistico invece fu in quest’anno che avvenne la prima parte del secondo ricambio generazionale. I “senatori” Piarulli, Tarricone, Tota, Guastamacchia dovettero lasciare per motivi di studio e di lavoro e vennero sostituiti dalle nuove leve. Si affacciarono dunque nel basket coratino i giovani Gianni De Leonardis, Pasquale Fiore, Aldo Abbattista, Graziano Diaferia, Giuseppe Randolfi, Antonio Generoso, Umberto Losapio, che assieme ai fratelli Resta formarono la nuova Libertas. Non c’era una sede sociale specifica ma si faceva riferimento alla sede del partito politico, situata su un palazzo sul corso all’angolo con l’attuale via Aldo Moro. Il quintetto base era composto da Abbattista, Randolfi, Diaferia, Gerardo e Domenico Resta. La guida tecnica in quegli anni cambiò spesso. Si alternarono Mario Modesti, Dino Simone, Filippo Balducci, Filippo Fabiano e da ultimo Fausto Donno, tranese con esperienze da allenatore anche in serie C. La squadra disputò delle buone stagioni in promozione, il cui livello era paragonabile ad una attuale buona serie D. Le avversarie aumentavano e le trasferte erano a Matera, Taranto, Bernalda, Pisticci, Pulsano, San Severo, Monopoli, Bari, oltre che Trani, Molfetta e l’acerrima nemica Barletta. I piazzamenti erano sempre lusinghieri, nelle prime posizioni di classifica. Ci fu però in una occasione la possibilità di salire nella serie superiore complice l’allargamento delle partecipanti al campionato, ma la società coratina dovette rinunciarci per un problema economico, ovvero la mancanza di fondi. Il pubblico intanto cresceva, ed anche la classe dirigente si allargò a nuove leve come Giuseppe Aucelli e il compianto Giovanni Parziale, figlio del cavalier Parziale, venuto a mancare qualche anno fa. La maglia da gioco era di color celeste chiaro, non esistevano tute o borsoni, né tantomeno sponsorizzazioni che arrivarono qualche anno dopo. In una stagione, forse quella 1972, la maglia fu gialla.
A cura di Aldo Papagno
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