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L’anno successivo vede l’avvento sulla panchina neroverde di Massimo Meneguzzo, milanese classe 1958. Coach con un curriculum di tutto rispetto ed ottimi risultati nel suo palmares. L’allenatore porta con sé Chiarello e Graziani, acquisti poi rivelatisi decisivi e la società acquista Albertinazzi, play a lungo inseguito negli anni passati. Integrano la rosa i giovani Cozzoli, Leo, Milani e Giuseppe Resta. Riconferme per Onetto, Motta e Polselli. Vengono ceduti Scorrano, Stella in prestito, Ferilli, Stura e Grimaldi. La stagione parte male, tra infortuni e partite sfortunate. Sconfitta all’esordio a Catanzaro ed in casa con Maddaloni, diventa già decisivo il derby della terza giornata contro Ruvo, vinto brillantemente dai neroverdi, nelle cui fila esordisce di fatto Chiarello, ai box fino a quel momento. Da qui in poi, nonostante la successiva sconfitta a Marigliano la musica cambia. Arriva la prima vittoria esterna a Bernalda e da li in poi la squadra diventa un rullo compressore macinando vittorie su vittorie. Saranno 11 quelle consecutive, record storico che batte il precedente primato di 9 della stagione 2004/2005. Spiccano tra queste le vittorie a Molfetta dove, pur senza Graziani, Corato gioca bene e si impone meritatamente. Altra impresa quella di Ostuni del 23 dicembre quando, dopo un match tiratissimo è Graziani allo scadere con un canestro da 2 punti a regalare un felice Natale a tutti i tifosi coratini. E’ proprio il derby di ritorno che ferma la cavalcata nonostante uno straordinario recupero dei neroverdi che, sotto quasi di 30 all’intervallo, rimontano prepotentemente perdendo solo per due punti. La Granoro si mantiene al vertice che conquista con un’altra straordinaria prestazione in casa contro Molfetta. Sotto di più di 20 punti già nel primo quarto, i Meneguzzo boys prima rincorrono, poi pareggiano e nel finale dopo aver lottato mettono la freccia e vincono facendo letteralmente esplodere un PalaLosito gremito all’inverosimile e conquistando il primato in serie B2. Primato perso poi dopo Pasqua quando la squadra accusa una flessione nel finale di stagione regolare. Prima a Salerno, poi in casa con l’Ostuni quando domina per tre quarti e si fa poi battere in un match infuocato che vede anche l’espulsione di Avenia. Arriva poi il ko di Palermo ed il quinto posto in classifica che significa playoff contro Catanzaro con bella in trasferta. Corato cede il primo match in casa e sembra destinata ad uscire mestamente. Ma 4 giorni dopo in Calabria la Granoro lotta ed a fil di sirena grazie a 2 liberi di Onetto impatta la situazione e si rilancia. Gara 3 a Catanzaro è di quelle epiche, un match altamente spettacolare e vietato ai deboli di cuore che vede le due squadre fronteggiarsi punto a punto. Nel finale però sono i calabresi ad avere la meglio e ad imporsi per 96-92 eliminando i neroverdi che escono comunque tra gli applausi dei loro straordinari tifosi, che li hanno seguiti ed incitati con tanto calore fin li cosi come nel corso di tutta la stagione.
La stagione 2008/2009 è quella della rifondazione targata ancora Meneguzzo. Arrivano Gambolati, Riva, figlio del grande Antonello, Torresi, Dalla Vecchia, Desiato, Kavaric, Addazi Gouveia e vengono confermati i soli Chiarello, Graziani e Cozzoli. Vanno via il capitano Onetto, dopo 4 anni meravigliosi, Polselli, Motta, Resta, Milani, Leo ed Albertinazzi. Una squadra quindi totalmente nuova con l’obiettivo di migliorare il risultato dell’anno precedente. La stagione si dimostra subito fruttuosa e foriera di buoni risultati. L’esordio ad Agrigento è di quelli da brividi. Una Granoro molto brutta va sotto di anche 20 punti nel primo tempo. Poi la resurrezione e il quasi miracolo vanificato sulla sirena finale dal canestro di Pol Bodetto. La squadra c’è ma fuori casa si perde al momento decisivo. Arriva nello stesso modo la seconda beffa nel derby di Bari. Poi finalmente la trasferta di Catanzaro pareggia i conti con la jella, con una vittoria di 2 punti proprio nei secondi finali. Nel classico derby i cugini ruvesi vengono schiantati da un super Corato al PalaLosito grazie ad un terzo quarto incredibile. Si va avanti per tutta l’andata cosi, tra successi e sconfitte, illusioni e delusioni, come quella cocente di Maddaloni, prestazioni convincenti ed alcune meno. A Sarno si consuma forse una delle pagine più negative della stagione. Corato è avanti di 4 a poco dal termine ma viene sconfitta clamorosamente anche grazie ad alcune decisioni arbitrali poco comprensibili. La società però va avanti e alla seconda di ritorno compie forse l’impresa più bella dell’anno. Si va a San Severo, nella tana della capolista. Pronostici tutti per i locali ma i Meneguzzo boys giocano da grande squadra, restano sempre avanti nel punteggio ed ammutoliscono il PalaCastellana. La reazione dei dauni è tardiva e ben controllata dai coratini che sbancano il parquet sanseverese per la gioia dei supporter neroverdi, accorsi numerosi al seguito. Sembra la partita della svolta confermata dalla successiva vittoria interna contro un Bari annichilito da un super Kavaric. A Bernalda però, in quella che doveva essere la gara della conferma della Granoro Corato, avviene quello che non ti aspetti. Stesso copione di San Severo ma finale inverso, con i locali che rimontano e battono la banda Meneguzzo nel finale. La sconfitta fa male ma anche stavolta si riprende a lavorare. La stagione vede sempre Corato nelle posizioni di vertice. Si sfiora l’impresa nel retour match in casa contro Maddaloni dove i neroverdi, con una prestazione super, rimontano 21 punti nella differenza canestri con i campani, fallendo il canestro decisivo da sotto per il +23 a pochi secondi dal termine. In trasferta però Corato è autrice di prove che lasciano pensare come la debacle di Massafra, dove la squadra appare svogliata e scarica, e quella di Ruvo, dove si fa superare dai cugini dopo un match a corrente alternata buttato via nel finale. Si sfiora la tragedia sugli spalti con un uovo partito dalla curva ruvese che colpisce un tifoso coratino. Un clima ed un comportamento che davvero non ha niente a che vedere con il basket. E così, come l’anno prima, è ancora il finale di stagione a regalare forti emozioni. Stavolta è il match con Catania quello del dentro e fuori. Se si vince si può ambire anche al primato. Ma come l’anno prima contro Ostuni, Corato fallisce il match point in casa cedendo clamorosamente i due punti agli etnei e rischiando di vanificare tutto. A due giornate dal termine con una classifica cortissima c’è il rischio di vanificare quanto di buono fatto finora. Serve una vittoria scaccia crisi a Pozzuoli, campo caldissimo anche perché i locali devono vincere. Il match è tirato, pochi i tifosi neroverdi al seguito. Ma la Granoro non muore mai e quando sembra finita, al 39’, sotto di 5, tira fuori dal cilindro una clamorosa rimonta coronata dal sigillo finale di Graziani, che si ripete dopo Ostuni l’anno prima e regala di fatto i playoff. L’entusiasmo e a gioia di squadra e staff tecnico sono indescrivibili e giustificate per una vittoria incredibile, voluta, cercata e ottenuta con grinta, cuore e determinazione. Col Sarno in casa è passerella e in attesa di sapere chi sarà il suo avversario, Corato centra il 4°posto in classifica, miglior piazzamento di tutti i tempi, risultato mai raggiunto in 47 anni di storia nemmeno dalla mitica squadra di Campanaro. È Massafra che affronterà Corato nel primo turno playoff, squadra temibile da non sottovalutare. Prima di gara 1 si fa male Cozzoli, assenza che peserà nei playoff. Gara 1 è tutta neroverde, in campo e sugli spalti. La Granoro è tonica come non mai e asfalta gli jonici. Gara 2 a Massafra è un’altra impresa memorabile. Una Granoro perfetta per 38’ rischia di buttare ancora tutto all’aria ma la tripla del possibile pareggio locale di Paparella finisce sul ferro e regala il 2-0 ai coratini che volano in semifinale. L’avversaria è il San Severo, capolista di regular season ma in affanno e sotto 2-0 in stagione coi neroverdi. Ha però il fattore campo a favore. Serie incerta che comincia il 2 maggio a San Severo. La Granoro ci arriva carica e con tre giorni in più di riposo. La gara è bellissima e Meneguzzo azzecca ancora una volta tutte le mosse. Sembra il remake del ritorno ma sul più bello qualcosa si inceppa. Corato spreca 5 punti negli ultimi 100 secondi anche per colpe non sue e viene punita da Magnani a fil di sirena nel tripudio del PalaCastellana. Si va a gara 2 e non c’è praticamente storia. Un PalaLosito gremito e neroverde come non mai spinge con il suo ruggito una Granoro cinica e molto determinata a far sua la posta in palio a gara 3, complice anche un avversario stordito dal ritmo forsennato imposto dai neroverdi al match. Si arriva quindi a gara 3, sabato 9 maggio, San Severo, ancora PalaCastellana. I coratini assaltano la città dauna con 5 pullman e credono nell’impresa che significherebbe finale playoff da giocarsi con il fattore campo a favore. Ci credono forse anche troppo anche i giocatori che scendono sul parquet stranamente contratti, forse emozionati dalla troppa pressione. Fatto sta che la gara tradisce le aspettative coratine. La Granoro accusa di colpo tutta la stanchezza di un campionato comunque meraviglioso e lascia troppo presto via libera ai locali. Gara tre è giallo nera ma gli applausi arrivano scroscianti per una squadra che ha fatto sognare, centrando una storica gara tre di semifinale playoff. Applausi anche per il suo condottiero, quel Massimo Meneguzzo che rilancia subito la sfida per l’anno successivo.
Il 2009/2010 è un nuovo anno ricco di novità per la Granoro Corato. Si sfiora il ripescaggio in A Dilettanti in un pomeriggio frenetico in cui si rincorrono voci di tutti i tipi. Alla fine dopo una girandola di nomi e di ipotesi è incredibilmente Ruvo a salire di categoria sfruttando l’esigua capienza del PalaLosito, trasformatosi per una volta nel tallone d’Achille coratino. Per quanto riguarda la squadra restano neroverdi oltre al coach anche Graziani, che diventa poi capitano, Cozzoli e Kavaric. Vanno via il capitano Paolo Chiarello e, dopo un solo anno di militanza, Gambolati, Riva, Torresi, Dalla Vecchia, Desiato e Addazi. I volti nuovi sono quelli di Pelliccione, Mariani, Nello Lorenzetti direttamente da Roseto, e Trionfo. A loro si aggiungono due graditissimi ritorni alla base, quelli di Mauro Stella e Donatello Grimaldi, cresciuti, maturati e coratini d’adozione, pronti a dare tutto per la loro vecchia-nuova squadra. Completa il roster Castro. Una squadra da corsa e da battaglia che fa subito capire di che pasta è fatta intanto qualificandosi alle final eight di coppa Italia, e poi esordendo con vittoria in uno dei tempi del basket italiano, quello della Viola Reggio Calabria guidata dall’ex Dalla Vecchia. La Granoro lotta, soffre, va sotto anche di 15 punti, rimonta e batte nel finale i calabresi compiendo la prima impresa stagionale. Poi arrivano in sequenza altre 5 vittorie prima del doppio ko contro Catania, match perso dopo averlo dominato per larghi tratti, e Massafra, primo ko interno con una squadra irriconoscibile a fronte di percentuali al tiro spaventose degli jonici
Dopo il ko interno il calendario presentava la seconda delle tre trasferte consecutive in Sicilia per un Corato che si recava sul campo della solitaria capolista Siracusa con intenzioni di riscatto e aggancio la vertice. La realtà si rivelava invece ancora una volta ben diversa dalle aspettative della vigilia. La Granoro infatti ripeteva anche in trasferta il brutto copione già visto in casa la settimana prima, facilitando il compito di un Siracusa che, senza spingere più di tanto, prevaleva per 89-74. Terza sconfitta di fila quindi per il roster coratino, in crisi di risultati e di gioco. Il successivo confronto in calendario era contro il Bernalda, tifoseria gemellata con quella coratina e ospitata al PalaLosito nella nona giornata il 22 novembre. Il match non si presentava semplice in avvio con gli ospiti guidati dall’ex Delli Carri subito aggressivi. Corato però dopo un primo quarto con il freno a mano tirato usciva fuori negli altri tre periodi, non lasciando scampo ai malcapitati avversari. L’eloquente finale di 87-61 era tutto neroverde e con questo buon viatico si affrontava la trasferta di Patti, terza consecutiva in Sicilia. Ad attendere i coratini Ivan Riva, ennesimo ex del torneo. Una prestazione non molto brillante che ha portato alla terza sconfitta esterna della stagione. Dopo un iniziale -11 alla fine del primo quarto, i coratini nel terzo quarto hanno provato a far loro la partita e a portare a casa i due punti, ma le basse percentuali al tiro hanno favorito i siciliani che hanno preso il largo non venendo più raggiunti. 81-67 era il risultato finale ed ancora una volta la Sicilia si dimostrava amara per i colori neroverdi.
Il match con Foggia, vinto la settimana dopo solo nel finale, ha ripresentato timidi segnali della corazzata di inizio campionato, con una difesa tornata a tratti insuperabile ed un attacco che ha siglato ben 77 punti, contro i 61 subiti. La settimana dopo era in programma la partita contro il CUS Bari, non disputatasi domenica 13 dicembre causa influenza di vari giocatori e poi recuperata il 4 gennaio.
Subito prima della pausa natalizia la Granoro si congedava dai suoi tifosi con un confortante successo interno contro Catanzaro, spazzato via per 92-56. Una vittoria che aveva lanciato la Granoro nelle posizioni a ridosso del vertice. Il nuovo anno, il 2010, cominciava con il brillante recupero di Bari, vinto per 77-97, successo bissato tre giorni dopo nel match interno dell’epifania contro Reggio Calabria. Una gara molto bella in cui i coratini hanno imposto la legge del PalaLosito fermando i calabresi dell’ex Dalla Vecchia. Domenica 10 gennaio la terza gara in una settimana vedeva la Granoro impegnata a Bisceglie nel derby. Una partita molto sentita in cui però la stanchezza dei due match precedenti si faceva sentire. I biscegliesi cosi uscivano alla distanza e facevano loro il confronto, seppur per soli 7 punti proprio nei secondi finali della gara. Niente di compromesso per la vetta anche se perdere un derby non fa mai piacere. Dopo una intensa settimana di allenamenti ecco che il match interno contro Potenza diventa un crocevia importante della stagione. Vincerlo voleva dire centrare la testa della classifica, perderlo sarebbe stato un brutto colpo per le ambizioni di vertice della squadra. La gara era più complicata di quanto si potesse immaginare alla vigilia. I potentini si dimostravano squadra solida e quadrata nonostante la loro deficitaria classifica. I ragazzi di Meneguzzo però non ci stavano a perdere e dopo 40 minuti molto accesi vincevano 85-81 portandosi in vetta al girone. Sembrava l’inizio di un cammino in discesa ma nel match esterno contro Martina Franca arrivava il risultato che non t’aspetti. Un Corato non troppo in palla, dopo un bell’avvio e la sensazione costante di poter far sua la gara in ogni momento, finiva per cedere alla voglia di vincere dei locali, che si imponevano per 76-66. Una sconfitta amara purtroppo bissata nell’ultima trasferta di gennaio, a Pozzuoli, dove i coratini disputavano una prova opaca, perdendo 71-62 e rimanendo a 22 punti, distanti 4 lunghezze dal terzetto di testa.
La settimana successiva contro il Catania dell’ex Gambolati si tornava alla vittoria interna. Una partita difficile e spigolosa, contro gli etnei che all’andata avevano beffato i neroverdi proprio nel finale. Un match vinto non senza qualche patema d’animo ma giocando però molto bene. Un 78-67 che portava con rinnovato ottimismo alla trasferta in casa della capolista Massafra. Una trasferta che si sapeva non essere agevole, in cui però i coratini mettevano del loro, mollando troppo presto la presa e non entrando, se non solo nel primo quarto, nel match. Finiva 77-64 per gli uomini di coach Franco Ciani, impostisi sia all’andata che al ritorno sui neroverdi. Un Corato che, dopo una settimana dura ed intensa, affrontava Siracusa, in un altro match spareggio e clou per la stagione neroverde. L’approccio era veemente e quanto mai deciso. La Granoro tirava fuori le unghie, demolendo le resistenze di un avversario comunque temibile, con giocatori come Corvino e Giuffrida. Il divario è andato sempre più allargandosi, minuto dopo minuto, sino al 78-51 finale Nell’ultimo turno di febbraio invece, ancora uno stop esterno, stavolta a Bernalda, al termine di un match equilibrato, risoltosi nelle battute finali a favore dei lucani. Una prestazione non troppo convincente per la Granoro, che sciupava una favorevole occasione per scalare posizioni in classifica.
Arrivavano poi due belle vittorie, la prima in casa contro Patti, regolato solo nel finale per 64-58 dopo un match molto difficile ed equilibrato e la seconda esterna contro il foggia, regolato 66-81 al termine di un match molto ben giocato dai coratini. Match che vale la prima vittoria esterna del girone di ritorno del campionato per la Granoro e che rilancia la compagine neroverde nelle posizioni di vertice del torneo
Nell’ultimo turno interno prima della seconda fase Corato ospitava un Bari in versione ridotta, con il totem Rusconi in panchina e tanti giocatori fuori causa per squalifiche ed infortuni. La gara diventava quindi una formalità che un Corato ormai lanciatissimo e sulle ali dell’entusiasmo per il buon momento stagionale sbrigava in poco tempo chiudendo 93-69. L’ultimo impegno della Granoro Corato è a Catanzaro, una trasferta ostica che decide la posizione di classifica dei neroverdi. Servirebbe una vittoria per essere matematicamente sicuri del terzo posto. Corato gioca una buona gara contro i calabresi, tutta grinta e cuore, lottando su ogni pallone fino all’ultimo secondo di gara, ma alla fine si deve arrendere ai calabresi uscendo cosi sconfitta dal PalaGiovino per 75-69. Il quarto posto è comunque raggiunto ed ora da qui si riparte per la seconda fase, detta fase ad orologio. In queste 4 partite ogni squadra affronterà in trasferta le due squadre che la precedono e riceverà in casa le due formazioni che la seguono in classifica al termine della regular season.
Nella pausa del campionato si disputava a Foligno, tra il 31 marzo e il 2 aprile, la final eight di coppa Italia, evento che ha visto Corato tra le 8 formazioni che si sono contese il trofeo. Ebbene i neroverdi, opposti al primo turno al fortissimo Moncalieri, hanno onorato l’impegno, centrato per la prima volta nella propria storia, disputando una bellissima partita e tenendo testa ai più quotati avversari per almeno 35’. Poi nel finale hanno ceduto alla grande esperienza dei piemontesi che si sono imposti per 59-73.
L’esordio del Corato nella seconda fase del campionato, l’11 aprile, è in terra messinese, a Patti. Il primo squillo è proprio contro i siciliani, battuti 75-89 nonostante l’espulsione di Lorenzetti, grazie ad un grande gruppo, che ha trovato in Trionfo e Stella i suoi leader ed in Cozzoli, Kavaric e Grimaldi tre cecchini implacabili pronti a dare ossigeno e minuti di qualità. Un successo che alla fine ha riportato Corato subito al terzo posto. Serviva però la continuità.
L’impegno contro Reggio Calabria del mercoledì successivo era la prova del nove che ci si aspettava. Un Corato concentrato ha fatto valere la legge del PalaLosito, pur soffrendo contro l’ex Dalla Vecchia ed i suoi agguerriti compagni, rivelatisi squadra ostica ed insidiosa. Alla fine la Granoro si è imposta per 66-55, andando poi a sfidare il Bisceglie con in mente lo sgambetto ai cugini. Sgambetto che non era riuscito per un soffio in campionato.
Anche stavolta, cosi come in regular season, il copione si ripete. Stesso match tirato ed intenso al PalaDolmen, con le due squadre ad equivalersi e nessuna in grado di scappare via. Molto l’agonismo e grande la tensione per una gara decisasi nei secondi finali. Ancora una volte il finale arride ai biscegliesi, vincitori per 59-57. Una beffa che poteva lasciare pesanti strascichi.
Ed invece cosi non è stato perché l’immediata pronta reazione è arrivata nell’ultimo match della fase ad orologio, contro Catania lo scorso 25 aprile in casa. Serviva una vittoria per blindare il terzo posto dietro la corazzata Massafra, vincitrice del torneo, e Bisceglie. La vittoria, dopo un avvio stentato e contratto, è puntualmente arrivata, con i neroverdi che hanno sgretolato le resistenze etnee, imponendosi per 79-70 e staccando con 36 punti il pass per i playoff.
Nella griglia il primo avversario è il Potenza di Serino e Corvo, arrivato 8°. Gara 1 al PalaLosito il 2 maggio si rivelava poco più di una formalità per i neroverdi, autori di una prova maiuscola e di una larga affermazione per 89-60. Il ritorno, giovedì 6 maggio al PalaPergola, era tutta un’altra storia. I potentini vendevano cara la pelle e disputavano una gara tutta grinta e cuore, incerta ed equilibrata sino alla fine. Un Corato coriaceo e combattivo non era pero da meno, reggeva l’urto dei locali e nel finale con Trionfo, Stella e Grimaldi piazzava il micidiale break che consegnava il successo per 80-84 ed il 2-0 nella serie.
Corato in semifinale quindi, dove ritrovava ancora una volta Patti. La vigilia era movimentata dalla squalifica di 3 giornate al campo coratino poi annullata dopo ricorso d’urgenza per presunte e mai verificatesi intemperanze dei tifosi coratini a Potenza.
Gara 1 di semifinale si giocava quindi regolarmente il 16 maggio a Corato. I siciliani però riuscivano nell’impresa di violare il parquet coratino al termine di un match ben giocato e sempre condotto, con l’ex Riva sugli scudi e i neroverdi che non chiudevano la gara quando dovevano, subendo il ko interno. Grande la gioia dei supporter messinesi e Patti che volava 1-0. Gara 2 si giocava in Sicilia il 20 maggio. Corato doveva vincere per andare a gara 3 ed inseguire ancora il sogno promozione. I tifosi ci credevano e tornavano a Patti per sostenere i propri beniamini. Corato illudeva, andando avanti anche di 10 lunghezze. Poi però i siciliani recuperavano e pian piano diventavano padroni del match. A nulla valeva la disperata rimonta neroverde nel finale. Finisce 69-61, i sogni promozione diretta svanivano in riva allo stretto.
20 maggio 2010 quindi. Si è fermata li la strada della Granoro Corato nella scalata alla serie A Dilettanti. Quel giorno in Sicilia il Patti batte i coratini bissando il successo di tre giorni prima al PalaLosito. Sembra passato un secolo da allora ed invece sono soltanto quattro mesi. Mesi in cui tante cose sono cambiate. A partire dall’allenatore, che non è più Massimo Meneguzzo, che ha lasciato la panca neroverde dopo tre anni di lavoro. Al suo posto è arrivato Marco Verile, primo assistente del coach milanese lo scorso anno. Dopo essere stato per anni bandiera coratina sul parquet, è ora passato dall’altro lato della barricata, in cabina di comando. Marco è passato al timone del gruppo neroverde ed ha subito imposto la sua rotta e le sue direttive ad un gruppo giovane ma molto affamato. Anche il roster è stato profondamente rinnovato rispetto a quello che ha terminato la stagione scorsa. La crisi economica ha colpito anche Corato ed il basket non ne è esente. Nell’ambito di un risparmio economico necessario sia per gli alti costi che il presidente Samarelli deve sopportare sia per il periodo di crisi in cui siamo si è deciso di puntare su giocatori giovani e di proprietà della società, oltre che sulla valorizzazione di giovani provenienti dal settore giovanile, sempre più rafforzato nelle sue strutture per diventare sempre di più fucina di nuovi talenti a tinte neroverdi.
Non ci sono più Graziani e Lorenzetti, Trionfo, Stella, Pelliccione e Mariani. Gli unici ad essere rimasti come trait d’union con lo scorso anno sono Marcello Cozzoli e Djordje Kavaric, veterani del gruppo a soli rispettivamente 20 e 21 anni. Assieme a loro due, giocatori su cui punta tantissimo la società neroverde, ci sono Francesco Infante, pivot foggiano classe 1992, e Roberto Clemente, anch’egli 1992, che sono i primi prospetti usciti dal vivaio neroverde e puntano a confermare quanto di buono già fatto intravedere lo scorso anno nella loro prima stagione in neroverde. Accanto a loro 4, sei volti nuovi, tra cui su tutti spicca Valerio Corvino. Vero e proprio leader e cervello della squadra, il play foggiano è stato voluto fortemente da coach Verile, che gli ha affidato le chiavi della squadra. Giocatore di grande tecnica e talento, dovrà aiutare i giovani nel loro inserimento e garantire quell’esperienza e imprevedibilità necessaria per un campionato duro come quello di B Dilettanti. Sotto le plance è arrivato Andrea Storchi, 30enne centro ex Bisceglie, Bari e Molfetta, gran lottatore e rimbalzista, che con i suoi centimetri darà una grande mano ed aiuterà nella crescita e nella maturazione i giovani. Sugli esterni il nome nuovo è quello di Giampaolo Nardin, reduce da un brutto infortunio e da una seconda parte di stagione non positiva a Bisceglie dopo un ottimo inizio. Accanto a lui, Dario Puglia, giovane che si sta ritrovando dopo un periodo non troppo fortunato e che come Nardin vuole confermarsi ad alti livelli e fare definitivamente il salto di qualità. Chiudono il roster Gianluca Argentiero e Fabio Argento, ragazzi pugliesi giovani e con tanta voglia di imparare ma gia reduci da esperienze importanti il primo a Ceglie in C Dilettanti ed il secondo nelle giovanili della Virtus Siena. Il gruppo neroverde ha iniziato alla grande debuttando a Martina in casa dell’ex Meneguzzo. Il duro banco di prova è stato brillantemente superato grazie ad una prova tutta cuore grinta e velocità, armi fondamentali di questa squadra. Nel finale infatti i neroverdi, dopo un match in equilibrio, hanno piazzato il break decisivo imponendosi per 57-74, Il bis è stato dato la settimana successiva nell’esordio interno al PalaLosito di Corato. Ospite il coriaceo Ragusa, squadra simile al corato per roster ed idee. Anche qui il match è stato vinto nell’ultimo quarto, dopo 30’ di grande equilibrio. Primi 4 punti e percorso netto fin qui per la compagine coratina, sempre concentrata sull’obiettivo salvezza che ora è un po’ più vicino.
A cura di Aldo Papagno
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