
Quando fu acquistato nel mercato di riparazione correva la stagione sportiva 2004-2005 e la Granoro Corato navigava nei piani alti della C1 alla ricerca della promozione in B2. Proveniente da Scafati (A2) il giovane napoletano Pierluigi Iorio fu acquistato per dare respiro a Riccardo Lerro e a un giovanissimo Mauro Stella. Minuti importanti per Iorio, che gli valsero la riconferma nella stagione successiva, quella del ritorno in serie B.
Ciao Pierluigi, dove stai giocando quest’anno?
Sono ad Arzano, in provincia di Napoli, e sto disputando il campionato di C regionale. Mi trovo bene anche se le prospettive e le ambizioni della squadra non sono quelle di salire in categorie superiori ma far crescere i propri ragazzi.
Parlaci delle tue esperienze dopo i due anni passati qui…
Dopo aver giocato a Corato sono stato a Rieti in C1 come play titolare e poi nella Fortitudo San Severo con cui ho vinto il campionato di C2. Nella stagione 2007/2008 sono andato a giocare a Barcellona Pozzo di Gotto, all’epoca in C1 e attualmente in A dil: lì abbiamo perso la finale promozione contro la Moncada Agrigento. Poi sono tornato a casa mia, a Napoli, giocando ad Arzano.
Quali sono i tuoi attuali progetti?
Le mie ambizioni sono cambiate rispetto al passato. Preferisco studiare e costruirmi un futuro migliore rispetto a quello che potrebbe darmi il basket, purtroppo la crisi economica è un vero problema. Riconosco inoltre di non essere un talento da poter giocare in serie A e quindi ambire a chissà quali ingaggi per potermi sistemare. Non lascerò, tuttavia, mai il basket, è la mia vita: chi non ha giocato a livello agonistico non potrà mai realmente capire il significato di una palla a spicchi e di un canestro.
Eri giovanissimo quando arrivasti nella Granoro Corato…
Gli anni a Corato sono stati quelli che mi hanno segnato di più, mi hanno formato prima di tutto come uomo e come giocatore. Una società formidabile, credo che al Sud ce ne siamo poche come quella coratina. Ho avuto compagni di squadra che tuttora sento quasi ogni giorno, mi sono stati sempre vicino come io ho fatto con loro: Mauro Stella, Donatello Grimaldi, Giuseppe e Riccardo Ferilli, Vincenzo Persichella sono stati come fratelli per me.
Diego Onetto, Pasquale Scoccimarro, Alessandro Ceparano, Lucas Raffaelli, Lillo Leo, Angelo de Leonardis, tutti come dei padri. E poi i dirigenti, gli allenatori, lo staff tecnico, i preparatori atletici (come loro ne ho visti e avuto pochi nella mia breve carriera), l’intera società insomma.
Corato è stata per me una vera famiglia: non hai idea di quante persone ho potuto conoscere anche al di fuori della pallacanestro. Persone che considero amici e che conosco ormai da anni come Giuseppe il fioraio (u biond!), Claudio Craca, Luigi Tandoi, Aldo Zitoli e tanti altri.
La città di Corato mi resterà sempre nel cuore, ha una tifoseria che alcune squadre di serie A si sognano. Grandi i neroverdi!
Un’ultima curiosità: qual è la partita che ricordi con più piacere?
Gara3 in semifinale a Molfetta nei playoff della C1. Coach Gatta mi diede spazio perché sia Mauro Stella che Riccardo Lerro erano infortunati. Non potrò mai dimenticarla, fu bellissima quella partita. Un palazzetto gremito, l’adrenalina che sale a mille, sensazioni che chi è fuori dal campo non può capire credimi. Ancora adesso quando ne parlo mi tremano le gambe! |