Un dominio interrotto, un desiderio rinviato. Il sesto appuntamento della serie B dilettanti di pallacanestro decreta la perdita dell’imbattibilità della Pasta Granoro Corato, nonchè il primato in classifica nel girone «D». Il tutto ad opera del Catania.
Il Bernalda punisce le rinnovate velleità del Cus Bari, proprio sul parquet degli universitari. Il desiderio di conquistare la prima vittoria della stagione agonistica, con il roster rinforzato dal «gigante» Stefano Rusconi, non ha trovato riscontri positivi. Una giornata dei canestri tutta da dimenticare.
Paolo Pelliccione, ala pivot della Pasta Granoro Corato, ammette: «A Catania non siamo scesi sul parquet con la dovuta mentalità. Non eravamo cattivi al punto giusto. È’ da qualche gara che succede questo, dobbiamo migliorare, e molto. La partita è stata strana, siamo stati più volte avanti anche di 8-10 punti, ma non siamo riusciti a sferrare il colpo del ko, permettendo loro sempre di rientrare. Nell’ultimo quarto poi abbiamo realizzato solo nove punti perdendo numerosi palloni. Così abbiamo vanificato quanto di buono avevamo fatto nei primi quarti. In verità, continua Pelliccione, il nostro campionato è molto duro, forse ancor più di quanto non lo fosse quattro anni addietro. Il livello tecnico si è elevato di parecchio, grazie alla presenza di numerosi giocatori di categoria superiore che sono scesi a giocare qui. Le squadre sono tutte molto competitive ed è sicuramente più difficile vincere oggi che quattro anni fa, specie in campi caldi come questi del sud».
Domenico Barozzi, ventenne ala pivot del Cus Bari Chimica D’Agostino, asserisce con chiarezza: «Ne abbiamo perso un’altra, la sesta. Eppure non ci sono problemi tra di noi, siamo parecchi sereni. Durante le settimana lavoriamo sodo, ci alleniamo, facciamo tutto per bene, poi arriva la domenica e stranamente ci perdiamo. L’inserimento di un campione, quale Stefano Rusconi, ci ha inorgoglito. Lui è un uomo super, molto umile, ci consiglia in tutto. Eravamo più tranquilli con lui in vista della sfida con il Bernalda. Fiducia immensa. Ma si vede che al peggio non c’è mai fine. Ed infatti è accaduto quello che nessuno prevedeva. Una sconfitta immeritata, probabilmente non abbiamo messo in opera i giochi offensivi, di certo abbiamo delle colpe. Dobbiamo continuare ad essere sereni - conclude Barozzi - poichè solo così ritroveremo il giusto feeling con la vittoria. Del resto non ci sono più alibi, migliorare il gioco di squadra è quasi un obbligo. Abbiamo come compagno di squadra un grande campione, un esempio per noi giovani, un giocatore che vuole vincere. Certo, come noi. Quindi dobbiamo riuscire nell’intento, quanto prima».
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